La sindrome del cuore infranto: mito o realtà?

la sindrome del cuore infranto: mito o realta?

Soffrire per amore o per un’emozione intensa può letteralmente spezzare il cuore? La risposta, sorprendentemente, è .

Quello che un tempo era solo un modo di dire, oggi è riconosciuto dalla medicina come una vera e propria patologia: la sindrome del cuore infranto, o cardiomiopatia di Takotsubo.

Scoperta in Giappone negli anni ’90, prende il nome da una particolare trappola per polpi che ricorda la forma assunta dal ventricolo sinistro del cuore durante un episodio di questa sindrome.

Per quanto possa sembrare poetico, si tratta di una condizione seria, che può colpire chiunque, ma soprattutto le donne in età matura.

Cos’è la cardiomiopatia da stress e come si manifesta

La cardiomiopatia da stress è una temporanea disfunzione del muscolo cardiaco che si manifesta dopo un evento fortemente emotivo o fisico. Può essere innescata da un lutto, una separazione, una lite, ma anche da eventi positivi molto intensi come una grande gioia o una sorpresa. Durante un episodio, il corpo rilascia un’enorme quantità di ormoni dello stress che provocano una sorta di “shock” al cuore, alterandone la contrazione.

I sintomi sono spesso identici a quelli di un infarto: dolore toracico acuto, fiato corto, palpitazioni e senso di oppressione. Tuttavia, gli esami cardiologici mostrano arterie coronarie libere da ostruzioni, a differenza dell’infarto vero e proprio. Questo rende la diagnosi complessa e richiede test specifici come l’ecocardiogramma e la risonanza magnetica cardiaca.

La verifica scientifica: cosa dicono gli esperti

Secondo l’American Heart Association, la sindrome del cuore infranto è una condizione clinica reale, spesso sottodiagnosticata. Rappresenta circa l’1–2% dei casi inizialmente considerati infarti. Le persone più a rischio sono le donne tra i 50 e i 70 anni, probabilmente a causa dei cambiamenti ormonali che riducono la protezione cardiovascolare.

Studi scientifici confermano che, anche se la maggior parte dei pazienti guarisce completamente nel giro di alcune settimane, in alcuni casi possono verificarsi complicanze gravi, come aritmie o insufficienza cardiaca acuta.
È dunque fondamentale riconoscere i sintomi precocemente e rivolgersi subito a un pronto soccorso. Solo una diagnosi tempestiva consente di evitare conseguenze potenzialmente fatali.

Prevenzione e consapevolezza: proteggere il cuore anche dalle emozioni

Il cuore non risponde solo allo sforzo fisico, ma anche alle emozioni. Gestire lo stress quotidiano è una forma di prevenzione a tutti gli effetti. Tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga possono ridurre la produzione di ormoni dello stress, migliorando la salute cardiovascolare.
Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante: una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e omega-3, contribuisce a mantenere il cuore in forma.

Oltre allo stile di vita, è essenziale promuovere una cultura della prevenzione cardiaca. La presenza di defibrillatori semiautomatici (DAE) in aziende, scuole, palestre e luoghi pubblici rappresenta una garanzia di sicurezza per tutti.

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