L’infarto miocardico è un’emergenza medica provocata dall’interruzione del flusso di sangue verso una parte del cuore. Riconoscere tempestivamente i possibili segnali e chiamare subito i soccorsi può ridurre i danni al muscolo cardiaco e aumentare le possibilità di ricevere un trattamento efficace.
I sintomi non sono sempre improvvisi o particolarmente intensi. In alcuni casi possono iniziare gradualmente, presentarsi in modo intermittente oppure essere confusi con indigestione, stanchezza o stress. Per questo, quando compare un disturbo toracico nuovo o insolito, è importante non aspettare che passi spontaneamente.
Quali sono i principali sintomi dell’infarto?
Il segnale più conosciuto è un dolore o fastidio al centro del petto. Può essere percepito come:
- un peso o una pressione;
- una sensazione di oppressione;
- una morsa o un bruciore;
- un dolore persistente che può diminuire e poi ricomparire.
Il fastidio può estendersi a uno o a entrambi gli arti superiori, alle spalle, alla schiena, al collo, alla mandibola oppure alla parte superiore dell’addome.
Possono inoltre comparire:
- difficoltà respiratoria o fiato corto;
- sudorazione fredda;
- nausea o vomito;
- capogiri o sensazione di svenimento;
- debolezza improvvisa;
- stanchezza insolita;
- agitazione o forte sensazione di malessere.
Non è necessario che siano presenti tutti questi sintomi. Anche un solo segnale nuovo, persistente o particolarmente sospetto richiede una valutazione urgente.
I sintomi possono essere diversi nelle donne?
Il dolore o fastidio toracico può verificarsi sia negli uomini sia nelle donne. Tuttavia, nelle donne, nelle persone anziane e in chi soffre di diabete possono comparire anche manifestazioni meno evidenti, come mancanza di fiato, nausea, debolezza marcata, dolore alla schiena o alla mandibola e stanchezza insolita.
L’assenza di un dolore toracico intenso non permette quindi di escludere un problema cardiaco.
Cosa fare in caso di sospetto infarto
In presenza di sintomi compatibili con un infarto è necessario chiamare immediatamente il 112 o il 118.
Nell’attesa dei soccorsi è importante:
- mantenere la persona a riposo;
- evitare che cammini o compia sforzi;
- non accompagnarla in ospedale guidando autonomamente;
- seguire le istruzioni fornite dall’operatore dell’emergenza;
- restare accanto alla persona e controllare eventuali cambiamenti nelle sue condizioni.
Il personale dell’ambulanza può iniziare la valutazione e il trattamento già durante il trasporto e indirizzare il paziente verso la struttura ospedaliera più appropriata.
Infarto e arresto cardiaco non sono la stessa cosa
L’infarto e l’arresto cardiaco sono due emergenze differenti.
L’infarto è generalmente causato dall’ostruzione di un’arteria che porta sangue al cuore. Durante un infarto la persona è spesso cosciente e il cuore continua a battere.
L’arresto cardiaco avviene invece quando il cuore smette improvvisamente di pompare sangue in modo efficace. La persona perde conoscenza e non respira normalmente oppure presenta soltanto respiri lenti, irregolari o affannosi.
Un infarto può, in alcuni casi, provocare un’aritmia grave e trasformarsi in arresto cardiaco. È in questa situazione che diventano fondamentali la rianimazione cardiopolmonare e il defibrillatore.
Quando utilizzare il defibrillatore DAE
Se la persona perde conoscenza e non respira normalmente, occorre chiamare immediatamente i soccorsi, iniziare la rianimazione cardiopolmonare seguendo le indicazioni dell’operatore e utilizzare il DAE non appena disponibile.
Il defibrillatore analizza autonomamente il ritmo cardiaco e consente l’erogazione della scarica soltanto quando è necessaria. Durante tutte le fasi guida il soccorritore attraverso istruzioni vocali o visive.
La legge italiana consente l’utilizzo del DAE anche a una persona non formata quando non è presente personale qualificato e si sospetta un arresto cardiaco. La partecipazione a un corso BLS-D resta comunque importante per imparare a riconoscere l’emergenza e intervenire con maggiore sicurezza.
Dalla prevenzione alla cardioprotezione
Controllare pressione, colesterolo e glicemia, evitare il fumo, praticare regolarmente attività fisica e seguire le indicazioni del proprio medico contribuisce a ridurre il rischio cardiovascolare.
La prevenzione deve però essere accompagnata anche dalla preparazione alle emergenze. Aziende, scuole, centri sportivi, strutture ricettive e luoghi aperti al pubblico possono dotarsi di un programma di cardioprotezione che comprenda:
- un defibrillatore adeguato all’ambiente;
- elettrodi e batterie controllati e non scaduti;
- una corretta segnalazione e collocazione del dispositivo;
- formazione BLS-D;
- assistenza e manutenzione periodica.
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*Fonti scientifiche e normative: American Heart Association; European Resuscitation Council Guidelines 2025; Legge 4 agosto 2021, n. 116.




